Binge Eating Disorder: origine del nome e caratteristiche
Il termine Binge eating disorder significa letteralmente “abbuffata di cibo” ed è conosciuto anche con l’acronimo anglosassone BED (appunto Binge eating disorder). Descritto per la prima volta da Albert Stunkard nel 1959 in un sottogruppo di pazienti con obesità ed episodi di alimentazione eccessiva e incontrollata, il BED fu successivamente ignorato. Solo nella metà degli anni ’80 si osservò che alcuni pazienti con bulimia nervosa (BN), che era appena stata identificata, non usavano in realtà meccanismi di compenso, come il vomito, l’attività fisica eccessiva e compulsiva e la stessa restrizione alimentare. Solo nel 2013 il Binge eating disorder è stato inserito come categoria a sè nel manuale diagnostico dei disturbi mentali, il DSM-V revisione. I criteri diagnostici presi a riferimento sono i seguenti:
- Episodi ricorrenti di abbuffate (come la bulimia nervosa)
- Gli episodi di abbuffate sono associati a tre (o più) dei seguenti punti:
- Mangiare molto più rapidamente del normale.
- Mangiare fino a sentirsi a disagio.
- Mangiare grandi quantità di cibo quando non si ha fame fisicamente
- Mangiare da soli a causa dell’imbarazzo.
- Dopo l’episodio di perdita di controllo sentirsi disgustati da se stessi, depressi o molto in colpa
- Gli episodi di perdita di controllo avvengono almeno una volta la settimana negli ultimi 3 mesi
- E’ presente un forte senso di inadeguatezza in merito all’episodio di perdita di controllo
- Le perdite di controllo non sono associate all’uso ricorrente di metodi di compenso.
Per essere considerato un episodio di abbuffata, l’eccessivo consumo di cibo deve essere accompagnato dalla sensazione di perdita di controllo. Un indicatore della perdita di controllo è l’incapacità di evitare di mangiare o di fermarsi quando si è iniziato. L’assunzione di una quantità di cibo elevata associata alla perdita di controllo è definita anche abbuffata oggettiva, per distinguerla dall’abbuffata soggettiva, dove la perdita di controllo non è associata all’assunzione di una grande quantità di cibo. Se non è presente la perdita di controllo si parla di episodio di alimentazione eccessiva o non eccessiva a seconda della quantità di cibo assunta. Sulla base della frequenza degli episodi di abbuffata la gravità del BED è considerata
– Lieve: da 1 a 3 episodi di abbuffata a settimana
– Moderata: da 4 a 7 episodi di abbuffata a settimana
– Grave: da 8 a 13 episodi di abbuffata a settimana
– Estrema: 14 o più episodi di abbuffata a settimana.
Il BED può presentarsi a qualsiasi età sebbene nei casi tipici insorga nella tarda adolescenza o nella giovane età adulta. L’età media di insorgenza è di circa 21 anni. Il BED, pur essendo presente anche negli individui normopeso, è più frequente in quelli con obesità. Il fatto che gli episodi di abbuffata non siano seguiti dall’utilizzo regolare di comportamenti di compenso e accadano in un contesto in cui è presente una tendenza generale a mangiare in eccesso e in modo sregolato, spiega la sua associazione con l’obesità. La maggior parte delle complicanze fisiche associate al BED sembra infatti essere attribuibile alla concomitante condizione di obesità. Le comorbidità più frequenti sono quelle con le malattie cardiometaboliche, come il diabete di tipo 2, l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, l’ipertrigliceridemia e la sindrome metabolica in generale. Gli individui con BED sono angosciati dal loro comportamento alimentare e non sono contenti del modo in cui appaiono e si sentono e spesso hanno una bassa autostima, un senso di autocritica e sintomi depressivi. Queste caratteristiche possono compromettere il funzionamento psicosociale e influire negativamente sulla loro qualità della vita fisica e psicosociale. L’associazione del disturbo con l’obesità e la depressione aggrava ulteriormente la qualità di vita fisica e mentale. Infine, è stata osservata una scarsa fitness fisica che sembra in parte essere influenzata negativamente sia dall’obesità sia dalla depressione spesso coesistente al disturbo dell’alimentazione.
TRATTAMENTO: negli ultimi anni sono stati proposti e valutati numerosi trattamenti per il BED derivati da quelli per la bulimia nervosa e l’obesità. L’efficacia della terapia cognitivo comportamentale (CBT) è stata supportata da revisioni sistematiche e meta-analisi e le linee guida NICE hanno raccomandato la CBT come trattamento di scelta per questo disturbo. Il trattamento è modulare e può essere personalizzato per affrontare i meccanismi che operano nel singolo paziente nel mantenere gli episodi di abbuffata e nell’ostacolare
la perdita e il mantenimento del peso perso. Il trattamento basato sulla terapia cognitivo comportamentale è stato ideato per aiutare il paziente a raggiungere due obiettivi principali:
1. Affrontare e interrompere gli episodi di abbuffata
2. Raggiungere una salutare perdita di peso
Tale trattamento, per cui mi sono specificamente formata, integra strategie e procedure della
terapia cognitivo comportamentale migliorata (CBT-E) per i disturbi dell’alimentazione e della terapia cognitivo comportamentale dell’obesità (CBT-OB). E’ importante potersi affidare a personale debitamente formato per tale tipologia di disturbi. Presso il mio ambulatorio, a seguito di una formazione iniziata nel 2018 e in continuo aggiornamento, propongo uno specifico percorso ambulatoriale, basato sulla terapia cognitivo comportamentale, per accompagnare nella cura persone che soffrono di binge eating disorder.

